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Un giorno la maestra ha portato noi bambini a vedere “l’autunno”.
Era di prima mattina e quindi l’aria era ancora fresca.
Arrivati al parco sono rimasta sorpresa gli alberi erano spogli e le foglie erano dipinte di colori più sgargianti e caldi.
Certo l’ultima volta gli alberi avevano la chioma di un verde così acceso!
Alla mia sinistra c’erano tre alberi con delle foglie gialle di forma ovoidale e dal margine seghettato, sembravano delle piccole monetine d’oro.
Le foglie si staccavano dai rami senza rumore, volteggiavano, fluttuavano, ondeggiavano, per posarsi infine al suolo con estrema delicatezza.
Alla mia destra c’erano tre alberi con le foglie tinte di colori diversi.
Il primo aveva le foglie di color arancio ed avevano una forma cuoriforme, il secondo aveva le foglie di color rosso ed avevano una forma palmata ed il margine seghettato, il terzo avevale foglie di colore giallo.
La terra bruna sembrava rivestita da un telo cucito con toppe colorate.
La maestra si è seduta in una panchina ed ha iniziato a leggere per noi delle poesie.
Così ci siamo disposti in semicerchio.
Mentre la maestra leggeva le poesie io udivo il cinguettio degli uccellini trepidanti, il fruscio del vento tra le foglie, simile a uno scalpiccio di fantasmi, e l’abbaiare profondo di due cani.
La poesia che mi ha colpito di più era quella che si intitola: “Foglie gialle” di Trilussa e recita così:
“Ma dove ve ne andate povere foglie gialle come tante farfalle spensierate?
Venite da lontano o da vicino?
Da un bosco o da un giardino?
E non sentite la malinconia del vento stesso che vi porta via?”
Mi ha colpito perché mentre l’ascoltavo stavo proprio guardando un albero con le foglie gialle e il vento le stava portando via.
Abbiamo proseguito finchè siamo arrivati davanti a un muretto ricoperto da una vite del Canadà.
Aveva le foglie grandi un po’ avvizzite.
Alcune foglie avevano dei colori strani: verde tenerissimo al centro, rosa corallo verso le punte e ciclamino, scarlatto, viola, marrone e giallo nei toni più svariati sparsi sulla superficie senza alcun ordine.
Infine abbiamo raccolto una foglia ciascuno e siamo ritornati in classe.
Per me è stato bello passeggiare all’aperto per le vie del parco.
Non lo dimenticherò mai. Asia Ferretti
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Una mattina d’autunno siamo andati al parco.
Quando siamo arrivati la maestra si sedette su una panchina e ci lesse delle poesie ispirate all’autunno.
Ho visto Vincent e Nicolò che scuotevano un alberello per fare cadere qualche foglia.
Andai vicino a quell’alberello, calpestai le foglie già cadute, udii un rumore simile ad un fruscio.
Dietro a quell’alberello il suolo era ricoperto di foglie di molti colori: alcune erano gialle, altre rosse, marroni e arancio.
Ne abbiamo raccolte alcune, poi siamo andati a casa della maestra Silvia.
La maestra ha aperto il cancello e siamo entrati per osservare il giardino.
Una cosa che mi colpì fu che nel giardino c’era molto verde per essere autunno, forse perchè c’erano solo cespugli di sempreverdi e quelle poche foglie che c’erano dovevano essere state trasportate dal vento, dagli alberi vicini.
Questa esperienza è stata davvero bella, vorrei che si ripetesse.TommasoBuldrighini
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Un bel giorno d’autunno, siamo usciti all’aperto accompagnati dalla maestra Silvia.
Ci siamo recati al parco, noi ci siamo disposti intorno alla panchina dove sedeva la maestra Silvia.
Noi osservavamo le poche foglie accartocciate sui rami avvizziti mentre la maestra ci
leggeva alcune bellissime poesie.
Un lieve venticello faceva staccare le foglie dai rami, scendevano volteggiando e fluttuando, erano più simili a ballerine che a foglie.
Come un mantello colorato, ricopriva il prato di splendidi colori.
Io ho provato a toccare una foglia, ma come temevo si era sbriciolata.
Dopo abbiamo fatto un giro attorno agli alberi, la maestra ci ha invitato ad ascoltare il rumore provocato dalle foglie e ognuno di noi uno scricchiolio ha lasciato per quel povero albero che si è spogliato.
Ma c’è sempre un albero bello verde, ma né abbiamo trovato anche uno dorato, quello sì che era bello.
Il sole brillava tra le sue splendide foglie dorate, facendole sembrare monete d’oro.
Mentre tornavamo, si udiva un suono lieve.
Ma che è? Ah! È il cinguettio degli uccellini, ma abbaia anche un cane!
Altro che suono lieve, quello è un vero e proprio fracasso!!
Alzando gli occhi abbiamo visto uno stormo di uccelli, precisamente di gabbiani.
Proseguendo il nostro giro abbiamo visto alberi con foglie rotonde, erano soprattutto gialle e alcune anche macchiettate di marrone.
Continuando a camminare abbiamo incontrato un cespuglio pieno di foglie rosse, né abbiamo raccolte alcune.
È stata una bellissima giornata, proprio come le poesie. Laura Goffi
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AUTUNNO NEL PARCO

Una mattina di Novembre la maestra Silvia ci ha portato al parco giochi.
Quando siamo arrivati, noi bambini ci siamo disposti in cerchio mentre la maestra si era seduta in una panchina e recitava delle poesie che avevano come tema l’autunno.
A me sono piaciute molto.
Nel cielo c’erano qua e là delle nuvolette bianche come lo zucchero filato.
Un leggero venticello ci sfiorava la pelle e i raggi del sole filtravano tra i rami degli alberi.
Le foglie cadevano spensierate come farfalle, ondeggiavano lentamente, volteggiavano, fluttuavano per posarsi infine al suolo con estrema delicatezza.
Tra i rami i ragni tessevano le loro strade di seta.
I rami avvizziti quasi interamente spogli si intrecciavano nel cielo.
Le foglie al suolo giacevano tristi, accartocciate e secche, a toccarle sarebbero andate in briciole.
Altre, dai colori vivaci mi riscaldavano il cuore di gioia.
Ad ogni passo che facevamo emettevano uno scricchiolio, uno scalpiccio e un fruscio secco e lieve.
Io, Giorgia e Sofia ci divertivamo a calpestare il fogliame, faceva “sc - sc – sc”.
Nel silenzio più assoluto si udivano i sussurri degli uccelli trepidanti.
I pioppi diventati d’oro erano ancora più belli e brillavano nel dolce mattino.
Sui rami di altri alberi erano attaccate pochissime foglie, tremanti che stavano per cadere.
La maestra Silvia ha continuato la lettura delle poesie.
Io ero in armonia con la natura e mi sentivo accolta dalla dolcezza infantile che mi trasmetteva quella mattinata d’autunno.
Linda Mattioli |
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Una mattina siamo usciti all’aperto per osservare ”l’Autunno”.
Ci siamo fermati al parco giochi.
Il prato aveva alcune macchie verdi ma presto sarà tutto coperto di foglie dai colori caldi e accesi.
Un grosso albero dal tronco macchiettato qua e là di muschio verdastro ha attirato la mia attenzione.
Aveva foglie di color bruno.
Ai piedi dell’albero spuntava un rovo, aveva foglie rosicchiate dagli insetti.
Da un muretto pendeva un tralcio di vite del Canadà che aveva tante foglie dai colori strani: verde tenerissimo al centro, rosa corallo verso le punte e ciclamino, scarlatto, giallo, marrone e rossiccio nei toni più svariati sparsi sulla superficie.
Per ogni albero che vedevamo la maestra Silvia leggeva una poesia.
Un lieve venticello ha sfiorato la nostra pelle.
Ha fatto volare le foglie come tante farfalle spensierate.
Le foglie che giacevano la suolo erano arrotolate accartocciate e non emettevano più alcun suono perché erano molli e pesanti.
Udivamo il cinguettio di uno stormo di uccelli che volavano sopra di noi.
Due cani ululavano e sembrava che parlassero tra loro.
Prima di rientrare in classe noi bambini abbiamo raccolto una foglia ciascuno.
Io ho raccolto una foglia di colore rossiccio e macchiettato di ruggine.
Eravamo allegri per essere usciti all’aperto a fare lezione invece di restare tutto il giorno in classe. Matteo Carboni
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Circa tre settimane fa la maestra Silvia ci ha portato fuori ad osservare i colori della natura in autunno.
C’era una fitta nebbia, gli alberi erano quasi completamente spogli, la terra era ricoperta da un soffice tappeto di foglie variopinte.
Il rosso, il giallo, il marrone e l’arancio erano sparsi dappertutto come se un pittore avesse svuotato secchi interi di vernice.
Il verde dei sempreverdi contrastava con i caldi colori delle foglie, rendendo questo quadro ancora più emozionante.
C’era pure una vite del Canadà.
Ogni sua foglia era stupenda, al centro rossa con il margine giallo; era talmente bella che non sembrava essere vera.
Quando le foglie cadevano un leggero venticello le faceva volteggiare e fluttuare, erano come aeroplani.
A terra, sotto i piedi, le foglie scricchiolavano, facevano sc – sc – sc – sc.
Vicino ad un pioppo la maestra ha letto la poesia “Dolce pioppo” di Federico Garçìa Lorca.
Mentre osservavamo le foglie ha letto le poesie “Foglie gialle” e “Mattino d’autunno”.
Io mi sentivo spensierato ed emozionato, era proprio una bella giornata.
Subito dopo la maestra ci ha portato a vedere il suo giardino, anche questo era ricoperto di foglie che i cespugli avevano lasciato cadere, anche qua c’era quel tappeto formato da una valanga di foglie coloratissime.
Si udiva un fruscio incessante di uccellini che fra i rametti cercavano riparo. Alessio Montanari
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Autunno nel parco
Eravamo nel parco.
L’aria era fredda e il sole filtrava fra le foglie cadute.
Noi ragazzi di quinta B abbiamo osservato degli stupendi alberi spogli.
Ai piedi degli alberi erano cadute tantissime foglie variopinte dai colori caldi:
rosso, giallo, bruno ...
La maestra Silvia ci ha indicato una pianta molto strana :
le foglie al centro erano di un verde tenerissimo, andando verso l’ esterno i colori si facevano più vivaci: violetto, scarlatto, rosso, giallo e persino rosa.
Era la vite del Canadà.
Poi abbiamo calpestato le foglie secche, che giacevano a terra, si udiva un fruscio simile a scalpiccio di fantasmi.
La maestra seduta su una panchina ci ha letto tantissime poesie.
Per me le più belle sono : “Mattino d’ autunno” , “Dolce pioppo”, “ Foglie gialle” e “Giochi d’ autunno”.
Mentre ascoltavo pensavo di essere come Bambi, ero al sicuro come lui, nel bosco, anche per me era divertente calpestare le foglie, e rimuoverle continuamente mentre facevano “SC – SC – SC- SC”, un fruscio lieve, come una canzone della buona notte, ed era piacevole ascoltarlo.
Io mi sentivo rilassata e spensierata anche se ero tremante perché soffiava un venticello gelido che mi faceva rabbrividire.
Danila Del Moro |
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AUTUNNO NEL PARCO
La maestra Silvia ci ha portato nel parco.
Il cielo era nuvoloso e l’aria era fresca.
I rami spogli degli alberi additavano il cielo.
Le foglie cadevano di continuo dagli alberi, fluttuavano, ondeggiavano e volteggiavano in aria.
Al suolo giacevano altre foglie, secche e scricchiolanti.
La maestra si è seduta su una panchina e ci ha chiamato intorno a lei.
Aveva in mano dei fogli su cui erano scritte delle poesie riguardanti l’autunno.
Una di queste poesie parlava di un pioppo che era diventato d’oro.
Queste poesie mi trasmettevano tranquillità e dolcezza.
La maestra ha chiesto a due bambini di andare sotto un piccolo alberello e scuotere i rami per farci udire il fruscio che emettevano le foglie.
Dopo abbiamo camminato sulle foglie che si erano posate al suolo.
Facevano - Sc sc sc sc. -
La maestra ci ha fatto ascoltare il suono che producevano le foglie quando si staccavano dai rami.
Era un suono piacevole e rilassante.
Io ho annusato la corteccia di un albero, aveva un profumo molto delicato e gradevole.
Io e Nicole abbiamo raccolto delle foglie che erano cadute al suolo.
C’erano foglie di tanti colori: gialle, rosse, brune e alcune ancora verdi.
E di tante forme: palmate, sagittate e lanceolate.
La maestra ci ha chiamato e ci ha detto che saremmo andati a vedere un muretto ricoperto dalla vite del Canadà.
Era bellissima, era rossa come il fuoco, un fuoco ardente.
È stato molto divertente per noi bambini calpestare le foglie accartocciate ed osservare i colori dell’autunno. Greta Richichi
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Siamo nel parco.
La maestra Silvia, seduta sulla panchina, legge poesie “autunnali”.
Mentre ascoltiamo, noi cerchiamo l’albero a cui sembra si ispiri di più la poesia, è facile, perché la maestra interpreta molto bene.
“Dolce pioppo” è la poesia che mi colpisce di più, perché è come se il pioppo sia davanti a noi.
Infatti, davanti alla panchina un bellissimo pioppo d’oro sembra toccare il cielo bianco.
Giriamo qua e là e la maestra ci fa ascoltare lo scricchiolio delle foglie sotto i nostri piedi.
“Ma certo, è lo scalpiccio della poesia… “È autunno!” Esclamiamo in coro.
Le foglie giacciono in strati così alti che ad ogni passo bisogna rimuoverle, per noi molto è divertente.
Sempre in gruppo andiamo a vedere un albero bellissimo.
Da lontano sembra un arcobaleno.
Le foglie sono rosse e marroni ai bordi, via via verso l’interno sempre più arancioni e gialle.
La maestra continua a leggere.
A volte le parole non le capiamo, per esempio “i trepidi uccelli”.
La maestra ce le spiega non solo con le parole, ce le dimostra anche.
Infatti al primo cip-cip la maestra si ferma e cerca un cinguettio trepidante.
Vediamo degli alberi spogli, un ramo a noi sembra, come al poeta A.Russo, un dito che indica il cielo.
Un albero ha delle bellissime foglie palmate completamente gialle.
Tutti noi le raccogliamo da terra, chi piccole, chi grosse, chi accartocciate o rosicchiate dagli insetti,…
Le foglie questa mattina sono silenziose.
Il vento non raccoglie i sussurri degli uccelli.
È una dolce infantile mattinata, perfetta per ascoltare tante poesie e raccogliere foglie… Sonia Guiducci
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AUTUNNO NEL PARCO
Noi bambini di 5°B eravamo nel parco.
Era una bella giornata.
Il sole non era ancora alto nel cielo.
L’aria era fresca, un po’ di venticello mi sfiorava il viso.
Noi abbiamo aiutato la maestra a sedersi sulla panchina.
Poi ci siamo disposti intorno a lei restando in gruppo.
Il suolo era ricoperto da tante foglie gialle, marroni, anche verdi, che però fra qualche giorno si seccheranno.
Ho fatto un passo dopo l’altro e ho sentito “sc - sc - sc – sc ” era lo scricchiolio delle foglie.
La maestra ci leggeva tante poesie: “Foglie gialle, Dolce pioppo, Mattino d’autunno, Giochi d’autunno,…”
Un albero con i rami spogli sembrava indicare il cielo, l’altro albero era un sempreverde.
Per me l’ambiente era meraviglioso.
Nel parco ci vado tutti i sabati con Nicole, ma non lo avevo osservato mai così attentamente.
Tutti gli alberi insieme mi sembravano un arcobaleno di colori, perché un albero aveva le foglie gialle e rosse, un altro albero marroni e rossicce, un altro, foglie ancora quasi verdi.
Certe foglie cadevano, volavano come farfalle.
Un albero era ormai praticamente spoglio.
Le foglie accartocciate si staccavano, volteggiavano, fluttuavano e si posavano lentamente al suolo.
Poi la maestra ha esclamato:
- Per favore miaiutate ad alzarmi così poi andiamo a sentire il mormorio secco e lieve dei fantasmi che passano in mezzo ai rami?-.
- Sì !!! Ohop! Ecco a te maestra! -
- Grazie -. Sophia non vedeva l’ora di andare.
Io esclamai: -Maestra, senti lo scricchiolio? -
“ Sc – sc – sc – sc – sc – sc”
Io mi sentivo molto soddisfatta. Sara Sebastianelli
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Poche settimane fa siamo usciti nel parco.
La maestra Silvia si è seduta sulla panchina e ci ha letto alcune poesie di poeti famosi.
Per un attimo siamo stati silenziosi e abbiamo sentito il cinguettio degli uccellini e l’abbaiare dei cani.
Poi abbiamo osservato gli alberi, alcuni erano i sempreverdi, con le loro caratteristiche foglie aghiformi.
Altri erano quasi spogli e avevano foglie rosse, gialle, marroni o ancora verdi, ma già punteggiate di ruggine.
Quando le foglie si staccavano dai rami volteggiavano, fluttuavano, ondeggiavano lentamente nell’aria.
Infine, quando si posavano al suolo, le foglie si incurvavano, si avvolgevano e si accartocciavano.
Abbiamo calpestato le foglie già cadute abbiamo sentito chescricchiolavano.
Prima di ritornare in classe abbiamo raccolto le foglie per ricordare la nostra uscita.
Abbiamo scosso il tronco di un piccolo albero fino a quando le foglie si staccavano dai rami e cadevano.
Altre foglie già cadute formavano un tappeto e quando siamo passati sopra abbiamo lasciato le impronte delle nostre scarpe.
Le foglie non scricchiolavano più perché erano bagnate per la pioggia caduta nella notte.
Vicino alla casa della maestra Silvia abbiamo visto un muretto ricoperto dalla vite del Canadà.
Ogni foglia aveva molti colori: giallo al centro, rosso nei bordi e lilla,verde,marrone sparsi su tutta la superficie.
Nel giardino della maestra Silvia abbiamo visto altri alberi spogli. Andrea Battistelli
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Una mattina gioiosa, siamo usciti dall’atrio della scuola a fare una passeggiata per osservare l’autunno.
C’era un po’ di venticello, secco e lieve.
Ci siamo disposti nel paco giochi, intorno alla panchina,sulla quale si era seduta la maestra Silvia per leggere poesie d’ autunno.
Prima ancora che iniziasse la lettura abbiamo udito l’abbaiare dei cani, uno abbaiava da una parte e l’altro cane rispondeva.
Tra loro si intrometteva un uccellino con il suo cinguettio.
Abbiamo udito un frusci tra i rami simile a uno scalpiccio di bambini.
La prima poesia che ha letto la maestra si intitolava “Foglie gialle” del poeta Trilussa.
Noi stavamo proprio osservando un albero con le foglie gialle.
La poesia diceva: “foglie gialle come farfalle spensierate”.
Infatti le foglie che cadevano dall’albero assomigliavano a farfalle.
Il prato era ricoperto di foglie dai colori autunnali: sembrava un tappeto gigante.
Noi abbiamo camminato su quel tappeto per sentire lo scalpiccio ma purtroppo le foglie erano molli per la pioggia caduta nella notte.
Successivamente abbiamo visto altri alberi, le foglie che si staccavano,ondeggiavano,volteggiavano, fluttuavano fino a posarsi al suolo con estrema delicatezza.
In un giardino abbiamo notato un albero con poche foglie simili quelli della vite del Canadà, rosa corallo al centro e gialle verso le punte.
Poco più avanti vi era un muretto ricoperto da foglie on colori strani: verde tenerissimo al cento e marrone nei toni più svariati sparsi sulla superficie senza alcun ordine.
Ritornando nel parco nel parco giochi la maestra ha letto di nuovo la poesia “Dolce pioppo” però osservando un pioppo più grande e con più foglie.
Era l’ora di ritornare in classe.
Una mattinata indimenticabile per noi.
Arrivano gli aiutanti della maestra Silvia: due bambini l’aiutano a salire la salita ed io porto i fogli sui quali sono scritte le poesie.
Angeloantonio Porcu
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IL PARCO IN AUTUNNO
Una mattina di novembre uscimmo all’aperto per vedere l’autunno.
Ci incamminammo verso il parco vicino alla scuola.
Ai lati della strada osservammo alcuni alberi, le loro foglie avevano la forma di una moneta color oro.
Appena entrati nel parco vedemmo il suolo ricoperto di foglie, ma a me sembravano neve colorata di tantissimi colori: marrone bruciato, rosso fiamma e giallo oro.
Io e i miei amici saltavamo sulle foglie perché volevamo sentire il loro scricchiolio, secondo me questo suono per le foglie è una musica solenne, ma quelle erano bagnate, non riuscivano ad emettere il più piccolo suono.
Guardammo in alto e vedemmo tantissimi alberi con foglie gialle, la maestra recitò la poesia dal titolo “Foglie gialle”.
Rimasi colpito da quelle parole che usava l’autore.
Guardammo un altro albero e vedemmo una foglia che stava cadendo, prima di posarsi al suolo ha ondeggiato, ha volteggiato ed ha fluttuato nell’aria.
Poi restammo in silenzio, allora si sentì il cinguettio degli uccellini e l’abbaiare dei cani, si sentiva anche il fruscio del vento che filtrava in mezzo ai rami spogli e secchi.
Riprovammo a camminare sulle foglie e si sentì uno scalpiccio, era il rumore dei nostri passi.
Raccogliemmo alcune foglie cuoriforme dal margine seghettato.
Allontanandoci dal parco vedemmo anche dei sempreverdi con le loro foglie a forma di aghi.
Sembrava che l’autunno avesse preso un pennello ed avesse colorato le foglie con tutti i colori della tavolozza come un pittore invisibile. Gianluca Cignotti
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Era una mattina d’autunno, le foglie cadevano dagli alberi.
La maestra, i miei compagni ed io ci eravamo recati nel parco giochi.
Il terreno di quel parco era completamente ricoperto di foglie rosse, gialle e brune.
La maestra ci stava leggendo poesie riguardanti l’autunno.
Le foglie sotto i nostri piedi non scricchiolavano perché la pioggia della notte le aveva bagnate tutte.
Sugli alberi, ormai spogli c’erano alcuni trepidanti uccellini.
Sentivo in lontananza l’abbaiare di un cane.
Con la maestra camminavamo per il prato del parco giochi.
Vedevo tanti alberi spogli, con qualche fogliolina accartocciata.
C’erano alberi grandi, piccoli e alcuni sempreverdi; i cespugli, erano ricoperti di foglie secche.
Io mi sentivo a mio agio lì, dentro quel cappotto ben imbottito, però avevo ancora un po’ di freddo.
Mentre il vento faceva muovere le foglie, la maestra continuava a leggere le poesie ed io ero spensierato, però le facce attente dei miei compagni mi indussero all’ascolto.
Guardai in alto, le foglie cadevano di continuo come neve, però neve colorata.
Le foglie anche se erano bagnate emettevano un fruscio lieve.
Era una mattinata tranquilla e il sole splendeva tra le foglie gialle, e i piccoli ragni, fra i rami tendevano le loro piccole strade di seta.
Alcune foglie avevano il margine seghettato, e forme diverse: alcune erano palmate, altre cuoriformi.
Quell’ambiente era molto accogliente e io ero gioioso.
Ho alzato lo sguardo e ho visto un grande stormo di uccelli che, secondo me, stavano migrando. Federico Vitali
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Autunno nel parco
Una fresca mattina d’autunno la maestra Silvia ci portò al parco.
Lei si sedette sulla panchina, noi ci eravamo disposti ai due lati.
Il cielo era bianco, e gli uccellini trepidanti volavano a cercare un riparo.
Il sole era coperto da nuvolette quasi trasparenti, sembrava che giocassero a tira e molla a sua insaputa: prima un po’ di luce poi di nuovo lo coprivano.
Vidi gli alberi coi rami avvizziti che sembrava indicassero il cielo.
Sembravano malinconici senza più quelle foglie che un tempo ad ogni soffio
di vento svolazzavano facendo loro il solletico.
Al suolo ormai le foglie giacevano ai piedi del proprio albero.
Erano accartocciate e secche.
Avevano perso tutta la loro bellezza, non erano più di quel verde brillante che
In estate colorava giardini, boschi e parchi.
Gli alberi non avevano più, come in primavera, quei germogli e quei fiorellini dai petali vellutati!
E cosa dire dell’ inverno?
Gli alberi erano spogli, magari con un po’ di neve che, posata sui rami freddi
e scuri, li decorava con il suo bianco puro.
Oppure tutte quelle lucine colorate sugli alberi a Natale?!
Noi ci avvicinammo agli alberi quasi spogli.
A un tratto sentii uno scricchiolio , un fruscio: stavo calpestando le foglie gialle, rossicce e brune .
Erano così tante che ad ogni passo bisognava rimuoverle.
Era entusiasmante, mi sentivo leggera come se stessi ballando.
In fondo l’ autunno non è come pensavo, anche se gli alberi sono spogli non mi rattristano più.
Intanto la maestra Silvia interpretò la poesia dal titolo “Dolce pioppo”.
Io ascoltai con molta attenzione, mi piacque molto.
Parlava di un pioppoche un giorno era verde, un verde “folle”, l’indomani diventò d’oro.
Mi suggerì un’immagine bellissima e anche tante emozioni.
Poi lesse la poesia dal titolo “Mattino d’autunno”.
I raggi del sole passavano tra i rami degli alberi spogli, mentre i ragni tessevano le loro “strade di seta”.
Io mi sentivo rilassata, infatti era una tranquilla mattinata d’autunno!
Le strade di seta, cioè le ragnatele che solitamente mi fanno un po’ paura, rendevano dolci e delicati i ragni.
Io mi divertii molto. Giorgia
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